Otto passaggi per utilizzare efficacemente la pubblicità nativa

LONDRA: La pubblicità nativa offre vantaggi concreti sia ai consumatori che agli operatori di marketing, a patto che venga sviluppata e implementata correttamente. Secondo un importante analista di ricerca, il successo di una campagna dipende da otto elementi critici.

In un documento sulle migliori pratiche del WARC che esplora in profondità il panorama nativo, Rebecca Lieb riconosce che pianificare ed eseguire una campagna nativa può sembrare scoraggiante.

Una potenziale confusione in merito alla strategia dei contenuti, ai ruoli interni, alla selezione dei canali e ad altre questioni può far sembrare il compito arduo, ma secondo lei i marchi possono trarre vantaggio dall'incorporare una serie di raccomandazioni chiave nella loro pianificazione.

In primo luogo, i marchi devono riconoscere che trasparenza, divulgazione e fiducia sono essenziali per il successo delle campagne native, soprattutto perché molti editori non aderiscono ancora pienamente alle linee guida ufficiali.

"È assolutamente imperativo che tutte le parti adottino un atteggiamento prudente", afferma Lieb, aggiungendo che un collocamento deve dichiarare di essere di natura commerciale, con link alle politiche che regolano tale collocamento e un canale per le richieste di informazioni.

Si consiglia inoltre ai pianificatori di produrre documenti di governance per i propri contenuti, che coprano ogni aspetto, dal tono e dal marchio alle linee guida per la messaggistica e il testo.

Inoltre, tutti i contenuti dovrebbero essere "modulari", in modo da poter essere disaccoppiati per l'utilizzo in altri contesti, canali e piattaforme.

Anche la collaborazione tra reparti interni, agenzie e partner fornitori è importante per garantire che il messaggio o la storia del marchio non siano frammentati tra i social e altre piattaforme.

In quarto luogo, la pubblicità nativa è un esempio di media convergenti, quindi considerare i modi per condividere o amplificare in altro modo l'annuncio o il messaggio può dare un grande contributo, estendendo al contempo la portata della campagna.

Correlato, ma distinto dall'aggiunta di una componente guadagnata alle campagne pubblicitarie native, è garantire che il contenuto o la creatività possano, in tutto o in parte, "viaggiare su altre piattaforme per amplificare il messaggio e aumentare la consapevolezza", spiega Lieb.

Anche la formazione del personale, la sua sesta raccomandazione, è importante e, secondo lei, dovrebbe coinvolgere tutti, dai team di vendita degli annunci pubblicitari ai creativi, ai team di gestione degli account e ad altri membri dell'organizzazione.

In settimo luogo, Lieb afferma che la capacità di scalabilità è l'aspetto più impegnativo della pubblicità nativa, e uno su cui le aziende tecnologiche stanno lavorando per risolverlo, ma i marchi devono riconoscere che le campagne pubblicitarie realizzate con editori digitali e/o piattaforme di social media sono solitamente "esclusive" e non possono essere replicate altrove.

Infine, la misurazione deve essere integrata nel processo di pianificazione, tenendo presente che ogni piattaforma ha la sua base di utenti unica e comportamenti nativi.

Ad esempio, "un tweet è fugace, mentre un pin di Pinterest dura finché il proprietario dell'account non lo rimuove", afferma, quindi le call to action e altre tecniche di misurazione possono aiutare a monitorare il ROI delle campagne pubblicitarie native.

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fonte: WARC

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